|
Gaetano Todaro
è nato a Licata il 01/01/1939. Dopo aver conseguito il diploma al liceo classico della sua città, si trasferì in Francia. Qui divise il suo tempo: di giorno lavorava in una cartiera, di sera insegnava italiano.
Successivamente, in Germania lavorava da operaio in una fabbrica. Lavorava perché voleva aiutare la famiglia, in ristrettezze economiche, e voleva riprendere gli studi universitari interrotti. Si laureò brillantemente in lingue e letterature straniere. Diventò il professore. Svolse la sua attività in diverse città italiane fermandosi al Liceo "Alessandro Manzoni" di Mistretta.
A Mistretta concluse la sua vita terrena arrendendosi alla malattia il 05/ 06/ 2005.
PRESENTAZIONE
" Amoenitates" è la raccolta di poesie dove, come in uno scrigno, Gaetano ha custodito le sue sensazioni.
Amore, fede, dolore, gioia, tristezza, nostalgia, speranza, malinconia sono stati d'animo che hanno accompagnato l'autore nella sua vicenda personale. Fai il tuo cammino e non guardare indietro; / potresti perdere la gioia dell'istante.
Le sue poesie sono un lungo cammino, un viaggio nei sentimenti, nelle emozioni, semplici e complesse, che affollano la vita di ciascuno di noi.
Raccolti in un diario personale, i ricordi, le riflessioni diventano sorgente di ispirazione per l'uomo, per il poeta che, con pudore e con intelligenza, apre il suo cuore, si lascia scrutare dentro. Al lettore offre la possibilità di leggere se stesso nella propria interiorità, di commuoversi, di impressionarsi creando così un'intima comunione di pensieri.
Il desiderio di esprimersi mediante la poesia denota, nel poeta, il possesso di uno spirito semplice e delicato che sceglie proprio la poesia per trasmettere sensazioni e riflessioni.
Nella poesia Gaetano aveva cercato la lettura del mondo e della vita ricevendo da essa gran conforto alla sua immensa, ma dignitosa sofferenza. La sera allo spuntar delle stelle ,/ levo le mie preghiere a Dio; / Pace chiedo per il mondo, / Per me, qualche primavera ancora.
E così esprime anche l'amore per la Natura: E' bella la natura ,/ come di sirene il canto; / Fiori, campi, stelle / In cielo tante ,/ Un tuffo nel mio mare ,/ D'assurdo, la vita piango. Esattamente un tuffo nel suo mare, nel mare di Licata.
Sono versi bellissimi, originali, profondamente ispirati che dipingono, con veloci pennellate, stati d'animo di fiducia in sé e, nello stesso tempo, di sfiducia. Non chiedere al cielo; / Esso rimarrà sordo; / Non chiedere alla gente ,/ Ognuno ha i suoi problemi. / Il vero che cerchi è il battito del tuo cuore.
Tutta la raccolta, complessa nella sua apparente semplicità, delinea un territorio lirico che si arricchisce via via di nuovi significati. E' quasi una meditazione a mezza voce di un io che, pur riconoscendo l'inafferrabilità degli eventi, si muove nella piena accettazione della fine unica, vera, rigogliosa radice, da cui possono generarsi fiori del bene. I sentimenti sono come i fiori, / Se ben li coltivi ti daranno amore.
Valori ed essenze, semplicemente, senza pretese, dalla sensibilità del poeta vengono incanalati lungo una soglia dalla quale si possono riprendere piccoli pezzi di storia personale in una semantica di oscurità e di luce. Quando si spegne una candela / Accendine un'altra ./ E' la luce che devi rincorrere.
Le corte e concise poesie appaiono come una piccola festa celebrata nel bianco della pagina, rito appena accennato, proprio per lasciare un'eco da condividere in silenzio, il più a lungo possibile, con chi legge o con chi ascolta.
Il dolore porta in sé il doppio segno della paura e della speranza, mentre il confronto con le difficoltà della vita esce dalla dimensione individuale di dramma privato e acquista connotazioni collettive, affilandosi nell'unica luce possibile, quella dell'amore: un amore totale, devoto, vissuto e rielaborato, con taglio sempre nuovo, anche perché, nella sua sete di comunione, assume una forma aperta che consente al lettore di avvicinarsi. Non bastano più le mie preghiere / Né la mia sofferenza / Ad aprirmi il cuore alla speranza ./ Cadde l'illusione di sogni aperti all'amore.
Rimane, tra le schegge dell'interiorità, un sentimento di privazione, uno stato di morte -in -vita con tutto il suo bagaglio di dolore per la separazione da tutto quanto è stato amato. Chiuso si è ormai il sipario . / Lucidi attori, della commedia della vita / ne lessero i colori. / Arcobaleno in te ciascuno cercò amore!
A volte Gaetano muta il vuoto in pienezza, l'assenza in presenza, il buio in luce. E' un conoscere soffrendo che prepara un tempo più ampio, è un concentrarsi dell'anima per aprirsi e dilatarsi fino alla misura divina. Io con il manto bianco, morte mi chiamo…."./ "Io con il manto colorato, la danza della vita voglio celebrare." / Se tra i due mantelli devo scegliere / Sceglierò quello colorato; / Il lutto non si addice a chi è innamorato della vita.
Chi ha avuto la fortuna di conoscere Gaetano, ricorderà sicuramente lo sguardo acuto, intelligente, penetrante, buono, il sorriso amichevole, l'uomo gentile, perbene, retto, il professore amabile e amato, capace e sensibile.
I periodi di sofferenza, sempre più gravi ed evidenti, non hanno spento in Gaetano l'apertura, anche se silenziosa, verso gli altri e non ne hanno fatto neanche una vittima della vita. Una sofferenza vissuta all'interno, la sua, mai gravata su parenti e amici.
Grazie alle sue poesie, è stata apprezzata quella sensibilità che gli ha permesso di rivelare l'amore per la Natura e per Gesù. Oggi, Gesù e la sua storia sono il faro della mia vita ./ La Madonna mi accompagni a lenire il mio dolore. / Vado via ./ Benedico i miei amori.
Il giovane che è divenuto adulto ha avviato la riflessione: un insieme di speranza e del contrario di essa, su se stesso, sulla coscienza del suo stato, sulla vita di cui ne avvertiva la fine. Chiudi il quaderno, / il quaderno della vita! / È vita da ripescare ,/ I ricordi, i sentimenti, un cuore che batte / un fiore morto, suoni sincopati. / Quanto di nuovo hai visto sono immagini tanto amate.
La disponibilità della moglie e delle figlie, che hanno fornito il testo, l'impegno di Nella Seminara, che ha curato attentamente tutte le parti, la generosità del signor Mario Bellomo, titolare dell'impresa MAGMA di Licata per la lavorazione del marmo, che la ha materialmente sostenuta, hanno concretizzato la pubblicazione postuma di questa piccola opera. Sicuramente tutti i lettori sapranno trarre dalle poesie sentimenti spontanei, sensazioni efficaci, immagini piacevoli.
|