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DA HERMANN HESSE AL PAESE DELLE NEVI
di Viviana Spada pagg. 140 € 12,91
Viaggio d’amore sul tetto del mondo e nel profondo dell’anima. Con un’intervista esclusiva ad Heiner Hesse. Perché il messaggio è ancora attuale nel terzo millennio.
Editore: Blu International Studio (B.I.S.)
Via G. Falcone, 20 - 10013 Borgofranco d’Ivrea (TO)
Tel. 0125/752495 – fax 752595
Molti sanno che l’autore di ‘Siddharta’ e ‘Il gioco delle perle di vetro’ ha ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946, ma forse pochi che è stato anche pittore e che a Montagnola (Lugano) c’è un piccolo ma magico Museo a lui intitolato. Tutto è cominciato con il romanzo di Viviana Spada, che mi ha molto incuriosito.
Infatti, nel retro del libro scrivo:
“Ho pensato fosse un libro unico ed irripetibile, soprattutto per gli innumerevoli estimatori di Hermann Hesse.
Appena ricevuto il manoscritto mi sono precipitato a Montagnola (Lugano) a visitare il Museo Hermann Hesse che, secondo me, è il più importante e completo omaggio al grande scrittore.
All’interno, la sua macchina da scrivere, i suoi occhiali, manoscritti, quadri…; all’esterno, l’aria che respirava, i suoi paesaggi, Casa Camuzzi, dove ha scritto l’immortale “Siddharta”, la possibilità di rivivere la stessa magia ispiratrice…”
Due libri in uno. Il primo presenta la lunga intervista di Viviana Spada all’ultimo figlio vivente di Hesse, Heiner; e, in esclusiva, il pensiero di Heiner sul perché l’opera di Hermann Hesse è ancora attuale nel terzo millennio. Il secondo libro tratta del viaggio dell’autrice alla scoperta del Nepal e del Tibet.
Viviana Spada non è certo l’esploratrice Alessandra David Néel, ma il suo è un viaggio vero, con tutti gli incidenti di percorso e le sorprese, che anche Hermann Hesse ha vissuto in prima persona alcuni decenni fa.
Le notizie del diario di Viviana saranno utilissime a chi vorrà ripercorrere le strade d’Oriente, da Kathmandu a Lhasa, in Tibet. L’autrice, pur impregnata dal paesaggio e dalla magia d’Oriente, mantiene sempre un sano e vivace buonsenso occidentale!
Una nuovissima veste grafica, molto diversa dalle mie cornici colorate e, forse, in futuro tante novità legate ad uno degli autori ancora oggi più letti nel mondo…
Dalla conversazione con Heiner Hesse :
“D. Senta, io avrei una domanda, o meglio, avrei un po’ di domande da farle, ma il fatto che più mi incuriosisce è rispetto a ciò che suo padre ha scritto in molti libri contenente una filosofia di vita molto profonda, molto spirituale, ed ho sentito dire che lui aveva avuto un maestro Zen ; volevo sapere se questo è vero e se era in qualche modo buddhista o se invece aveva una filosofia sua, personale.
R. Per un certo periodo lui ha studiato molto il buddhismo e per molti anni, cominciando dal 1919, dopo il viaggio in India. E poi lui ha detto più di una volta ‘io sono per metà buddhista’ ma non lo era veramente !...Lo Zen lo ha conosciuto quando era già molto vecchio tramite un suo parente che aveva tradotto un testo, guardo se lo trovo.
Cercò, lo trovò e ci mostrò due bellissimi volumi e ci spiegò : ‘Questo è comunque zen cinese, non giapponese e l’ultima opera che mio padre ha scritto è proprio una piccola cosa sullo zen’.
D. Ah, un libro sullo zen ?
R. Non esattamente un libro, più che altro un piccolo ‘essai’, un suo pensiero in poche pagine...”
Dal viaggio in Nepal :
“Per cui, piantina alla mano, ho imboccato la strada verso Pashupatinath. Ancora sole cocente e polvere negli occhi, ma al mio arrivo che spettacolo ! Che luogo stupendo ! Non so spiegare, ma ho provato delle sensazioni indescrivibili : voglia di piangere, voglia di ridere, voglia di spirito.
Stavo giusto assistendo, sull’argine del fiume, ad una cremazione induista, con dentro di me un’emozione così intensa e forte, quando ho visto questo brahmino venirmi incontro. E mentre tra me stavo pensando : ‘questa è la vita’, lui, avvicinandosi a me, mi ha detto : ‘that’s life’ ; dalla parte del fiume dove eravamo noi, infatti, si stava celebrando il rito funebre e proprio di fronte, sull’altra sponda, frotte di bambini giocavano schiamazzanti e gioiosi in quell’acqua fangosa.
Mishra, questo il nome del brahmino, ha cominciato a parlarmi e mi ha fatto leggere dei brani bellissimi scritti da lui ; un personaggio, non so come dire, come Siddharta, nel cui volto ho potuto vedere tutti i volti del mondo, nei cui occhi si può leggere la profonda conoscenza del ‘sé’ e non dell’Ego. Insomma, per farla breve, un essere umano davvero speciale !”
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