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Tre stage sull’emersione fotografica e sulla narrazione

Con Salvatore scialò

con la partecipazione di Antonella Cilento e Iole Cilento

L’uomo è l’unica creatura della terra che abbia la volontà di guardare all’interno di un’altra.
Hans Carossa

Lalineascritta laboratori di scrittura creativa - Tre stage sull’emersione fotografica e sulla narrazione

L’immagine fotografica oggi ri-guarda tutti, coscienti o no: armati di uno smartphone o di una macchina fotografica, generiamo una gran quantità di fotografie digitali che hanno vita breve e l’unica memoria che si riempie è quasi esclusivamente quella degli hard disk.

Ma se in controtendenza producessimo poche immagini fotografiche e analogiche?

Cosa scopriremmo? Emulsioni Sensibili è un’esperienza, un laboratorio teorico-pratico che attraversa il mondo della fotografia analogica, dal Principio fotografico – fatto di (luci e ombre) – fino al Processo fotografico, sperimentandoli in una interessante metafora legata all’uomo, al suo essere Pellicola d’infinite pose. Non è un laboratorio di tecnica fotografica, ma un incontro con la propria modalità comunicativa, espressiva, creativa. Quell’emulsione sensibile diviene la superficie profonda su cui ri-abbozzare una scrittura di sé, ri-narrante, ri-storicizzante, una biografia.

Con Salvatore Scialò, fra i più interessanti fotografi italiani, interverranno Antonella Cilento, per un’esperienza che connette il ritratto fotografico alla scrittura d’invenzione, e Iole Cilento, per una fase laboratoriale legata all’intervento pittorico sulla fotografia.

I tre stage rappresentano un percorso unitario e prevedono un numero massimo di 12 partecipanti


INTRODUZIONE AL PRINCIPIO

sabato 25 gennaio 2020 | ore 10-13 e 15-18

domenica 26 gennaio 2020 | ore 10-13

Cosa accade se ci soffermiamo su una porzione di spazio e lo osserviamo rallentando la nostra modalità di guardare? Cosa significa Fotografia Analogica? Cosa è una camera ottica? Introduzione alla teoria del principio fotografico/filosofico.


PROCESSO FOTOGRAFICO È COMUNICAZIONE

sabato 8 febbraio 2020 | ore 10-13 e 15-18

domenica 9 febbraio 2020 | ore 10-13

Un’immagine fotografica analogica (emulsione sensibile) ha bisogno di vivere un processo per passare dal suo stato di latenza a quello visibile, questo processo è costituito da una serie di passaggi, questi passaggi saranno trattati sia praticamente per sviluppare la propria immagine ri-prodotta, sia teoricamente per rivelarne altre.


 INCONTRO TRA IDENTITÀ E DIVERSITÀ

sabato 22 febbraio 2020 | ore 10-13 e 15-18

domenica 23 febbraio 2020 | ore 10-13

Il Ritratto fotografico e il suo sguardo. L’incontro con l’altro fotografandolo. L’incontro con sé.


COSTI:

Adulti: 500 euro

Studenti: 450 euro

Max 12 partecipanti


Salvatore Scialò

Salvatore Scialò(Napoli, 1972). Il suo percorso formativo inizia alla scuola di Fotografia I.P.S.I.A di Napoli, per proseguire all’Istituto di Cinematografia e Televisione Roberto Rossellini di Roma. Gli incontri con Janet Knot del Boston Globe Magazine, Jim Megargee, Antonin Kratochvil, Arno Minkkinen, Douglas Kirkland saranno decisivi per lo sviluppo e il consolidamento della sua formazione. Alla fine degli anni Novanta, insegna fotografia alla Scuola Civica di Animazione Pedagogica e Sociale a Milano, nel corso di Arte Terapia è Conoscenza e, successivamente, si dedicherà a progetti editoriali attinenti a tematiche socio culturali rivolte soprattutto al settore dell’infanzia. Buona parte dell’anno 1999 Salvatore Scialò lo trascorrerà in Brasile impegnato in un progetto di fotoreportage. Questa esperienza darà vita ad una serie fotografica di immagini in bianco e nero altamente suggestiva, raccolta nel Mostra “La Via, Il Viaggio” Nel 2010 si dedica all’indagine sociale fotografando i Senza fissa dimora raccolte nel progetto – “Casa integrazione” per il Dipartimento Promozioni dei Servizi Sociali di Roma, nello stesso anno pubblica il libro Passaggio a Pompei edizione Flavius. qualche anno più tardi, nel 2015 a Napoli, realizza il progetto fotografico “I volti della Volontà”. Sempre in quegli anni si interessa al movimento Mauritania, Initiative de Resurgence du mouvement Abolitionniste ritraendo Biram Daeh Abeid leader politico. A partire dal 2011 Salvatore Scialò affronterà in maniera ancor più specifica e personale il tema del ritratto, grazie anche al coincidere di alcuni incontri: Ennio Morricone, Emanuele Severino, Francesco Rosi, Aldo Masullo, Karl Leister, Ruggero Raimondi, Raffaele La Capria, Luca De Filippo, Giuseppe Galasso, Mauro Giancaspro, Roberto De Simone, Bruno Canino, Giulio Giorello, e molti altri. È nel 2017 che una ricerca più intima e acuminata si fa avanti nel lavoro di Salvatore Scialò: girando la lente fotografica verso se stesso, nascono una serie di Autoritratti che affondano le loro radici nel tema dell’identità, del doppio fino al mito. Salvatore Scialò vive e lavora tra Napoli e Milano.

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