
Pier Luigi Razzano recensisce il nuovo libro di di Antonella Cilento, La fabbricante di isole (Bottega Errante Edizioni), su La Repubblica Napoli del 31 agosto 2026. Questi alcuni estratti:
(...) il nuovo libro di Antonella Cilento, La fabbricante di isole, una rapsodia della scrittrice che si affida a storie, atmosfere, istanti, intuizioni, personaggi letterari, scrittrici, scrittori, pittrici, affondi in scorci storici che ne rappresentano la svolta, come terremoti, conquiste, sacco del territorio, e gli inganni e le promesse di regnanti, dominatori, amministratori, di secolari illusionisti. Un’elaborata e decisamente appassionante guida culturale-sentimentale per orientarsi nelle vene più nascoste del Meridione.
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Cilento, senza nessuna pretesa dogmatica o presunzione di restituire verità si abbandona a un viaggio sensoriale nel Meridione da Napoli alla provincia più remota, arrivando in Sicilia passando per la Puglia, la Calabria, fino a interrogare le coste mediterranee dell’Africa. Un itinerario emotivo e intellettuale in cui il corpo è scosso, travolto, attraversato da improvvisi barlumi, da frammenti epifanici che accendono la mente e instillano ragionamenti, analisi puntuali.
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Nel viaggio nel cuore di Napoli e dell’arcipelago che si dirama intorno, la scrittrice è come se trovasse il filo invisibile che lega eventi, personaggi, un legame lontanissimo di causa e effetto tra luoghi, tra presente e passato verso il futuro. Si ritrova di fronte a tante isole, piccoli mondi complessi, compositi, molteplici, regolati da contrasti, infinite contraddizioni, e anche per questo Cilento stabilisce con il Sud un interrogativo costante nei confronti di un enigma che non smette di ammaliare.
