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Due lezioni speciali con Lisa Ginzburg lunedì 19 e martedì 20 febbraio

Lisa Ginzburg

Lunedì 19 e martedì 20 febbraio, alle 18.30, Lalineascritta ospita nell'ambito del suo laboratorio di scrittura narrativa "Inventare, raccontarsi", due lezioni con Lisa Ginzburg sullo statuto della fantasia al tempo dei social. Oltre ad essere destinate ai nostri corsisti, sono aperte a chiunque desideri partecipare, con un piccolo contributo. Le lezioni si terranno come sempre presso Healthy, in via Merliani 118, a Napoli (primo piano).

Ecco di cosa si parlerà:

Quale grado di distanza da se stessi è necessario, perché da mero diario intimo, privato, un testo a sfondo autobiografico conquisti una portata più universale, trovi un suo spessore letterario autonomo ?

In questi tempi di enfasi posta sull'autorappresentazione di se stessi (moltiplicata dai social, facebook in primo luogo) quanto spazio esiste ancora, per la pura immaginazione ? Non è chiaro, se inventare e reinventarsi siano ancora opzioni possibili, o se il fare del racconto di sé letteratura sia scelta ostacolata dalla letteralità dell'io. Analogamente a quel che avviene per la forma-romanzo – minacciata e messa in crisi dal proliferare della non-finzione – pensare il riferimento fattuale come imprescindibile inficia le potenzialità letterarie della narrazione di sé.

Si parlerà di testi autobiografici (Ferito a morte di Raffaele La Capria, Passaggio in ombra di Maria Teresa Di Lascia, Autobiographie de mon père di Pierre Pachet, i romanzi di Annie Ernaux Il posto, Gli anni, L'altra figlia) considerandone i diversi gradi di narratività – quel libero spaziare della fantasia che sa rendere più ariosa e universale la propria storia individuale. Perché scrivere di altre storie, dialogare con altre vite, è possibile a proporzione di quanto la vicenda propria la si è saputa guardare da lontano. E perché al di là di ogni possibile auto-fiction, resta trasfigurare, il più letterario dei miracoli che l'atto di scrivere sappia generare.

 

LISA GINZBURG (1966), scrittrice, figlia di Carlo Ginzburg e Anna Rossi-Doria, si è laureata presso la Sapienza di Roma e perfezionata alla Normale di Pisa. Dopo essersi occupata della mistica francese del Seicento, si ricorda in particolare l'edizione del Commento mistico al Cantico dei cantici di Jeanne Guyon (Marietti, 1997), ha lavorato come traduttrice (tra i suoi lavori, L' imperatore Giuliano e l'arte della scrittura di Alexandre Kojève, Donzelli, 1998 e Pene d'amor perdute di William Shakespeare, Einaudi, 2002) e collaborato a giornali e riviste quali "Il Messaggero" e "Domus". Ha curato, con Cesare Garboli, È difficile parlare di sé, conversazione a più voci condotta da Marino Sinibaldi, pubblicato da Einaudi nel 1999, intervista a Natalia Ginzburg, tradotto in tedesco (Es fällt schwer, von sich selbst zu sprechen, aber es ist schön, Berlin, Wagenbach, 2001) e in inglese (It's hard to talk about yourself, Chicago, The University of Chicago Press, 2003). Fra le suo opere di narrative ricordiamo Mercati: viaggio nell'Italia che vende (Editori riuniti, 2001), Desiderava la bufera (Feltrinelli, 2002), Anita: storia di Anita Garibaldi (E/O, 2005), Colpi d'ala (Feltrinelli, 2006), Malìa Bahia (Laterza, 2007), Per amore (Marsilio, 2016, finalista Premio Minerva - Giugliano), Spietati i mansueti (Gaffi, 2017).

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