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Valeria Viganò e Anna Toscano su Janet Frame e Goliarda Sapienza: a Verona il 24 maggio Strane Coppie 2018/5

Janet Frame Goliarda Sapienza

Strane Coppie GOLD 2018  | Quinto incontro

L'ARTE DELLA VITA
La scrittura che salva e tramanda

Giovedì 24 maggio 2018 ore 18.00

Sala Convegni Banco BPM - Via San Cosimo 10, Verona :: mappa
INGRESSO LIBERO

JANET FRAME UN ANGELO ALLA MIA TAVOLA

GOLIARDA SAPIENZA L'ARTE DELLA GIOIA

con Valeria Viganò e Anna Toscano

CON VALERIO CAPRARA, LA LETTERATURA AL CINEMA
Letture di Nicoletta Maragno
COORDINA ANTONELLA CILENTO

Vai al programma completo di Strane Coppie 2018

Strane Coppie conclude il suo decimo anno, dopo aver toccato Napoli, Roma e Milano, per la seconda volta a Verona con un tema di grande attualità: classico o mainstream? La letteratura e le arti sono diventate, in modo più esplicito che nei secoli passati, prodotto di mercato ma chi conquista lettori e spettatori e dura nel tempo? Sono incompatibili bellezza e grande pubblico? E’ meglio essere celebri o celebrati?

Per l’incontro di Verona, L’arte della vita: la scrittura che salva e tramanda, la rassegna tocca le delicate corde della letteratura delle donne, dell’arte di chi è da sempre considerato marginale ed escluso, attraverso i temi della follia e della segregazione, della differenza e di come l’arte, scritta, filmata o dipinta, può salvare la vita.

Al centro di questo incontro, due grandissime scrittrici, la neozelandese Janet Frame e la siciliana Goliarda Sapienza: in comune, il difficile destino delle donne nell’arte ma anche biografie travagliate da drammi familiari e indigenza, toccate dalla terribile esperienza del manicomio, per Frame, e del carcere per Sapienza.
Eppure queste due grandissime scrittrici riescono nei loro capolavori, Un angelo alla mia tavola e L’arte della gioia, a manifestare in modo rivoluzionario, festoso, gioioso e potente una capacità creativa irrefrenabile, che le rende immortali classici internazionali, tradotti ovunque nel mondo e reinterpretati dal grande cinema (Un angelo alla mia tavola è il capolavoro di Jane Campion).

A narrare Janet Frame e Goliarda Sapienza saranno Valeria Viganò e Anna Toscano.

Valerio Caprara, fra i più noti critici cinematografici italiani, inviterà il pubblico ad un attraversamento cinematografico delle opere narrate con un intervento / montaggio dedicato. Le letture dei brani degli autori saranno a cura di Nicoletta Maragno

A condurre, come sempre, Antonella Cilento, ideatrice e organizzatrice con Lalineascritta e il suo staff, della manifestazione.

Immagini e video a cura di Marco Alfano.

In questa edizione “gold”, realizzata grazie a Banco Bpm, letteratura, cinema e arti visive si incrociano: infatti, giovedì 24 maggio 2018 nello Spazio Espositivo di Palazzo Scarpa, in Piazza Nogara, 2 sarà inaugurata alle h 17 la mostra dedicata a Salvatore Accolla a cura di Daniela Rosi (apertura al pubblico fino al 27 luglio), e, a seguire, alle h 18, nella Sala Convegni di via San Cosimo 10, avrà luogo l’incontro conclusivo di Strane Coppie 2018.

A disposizione durante la serata i libri delle autrici e delle relatrici a cura della Libreria PAGINA 12 e il catalogo Light work di Iole Cilento e Teresa Dell’Aversana (Paparo edizioni) che raccoglie tutte le opere realizzate dai classici narrati nel corso dell’edizione 2017 di Strane Coppie .

LE AUTRICI

Stessa generazione, paesi lontani, lingue diverse, Janet Frame e Goliarda Sapienza condividono molti tratti, oltre all’anno di nascita: famiglie numerose e in difficoltà economica, scritture in versi e in prosa, riconoscimenti letterari a volte tardivi.
Janet Frame (1924-2004) nata in una poverissima famiglia neozelandese mostra una precoce vocazione alla poesia ma le condizioni di indigenza della sua famiglia, la tragica morte di una sorella e i difficili rapporti con il mondo dell’insegnamento segnano i confini di quella che lei chiamerà “la stagione del pericolo”: è ricoverata per schizofrenia in manicomio per oltre un decennio durante il quale non smette mai di scrivere. Fra i venti e i trent’anni subisce un numero spropositato di elettroshock. Dalla lobotomia, considerata la nuova frontiera delle cure per i casi come il suo (una semplice depressione, in realtà) si salva solo grazie alla premiazione di alcuni suoi racconti: è l’inizio di una nuova vita, di una produzione ininterrotta, felicissima, fortunata.
Goliarda Sapienza (1924-1996) nasce a Catania. Sua madre è una figura centrale della storia delle donne in Italia, Maria Giudice, prima donna dirigente della Camera del Lavoro di Torino. La prima parte della vita di Goliarda è dedicata alla recitazione: studia all’Accademia d’Arte drammatica di Roma e compare in Senso di Luchino Visconti. E’ dagli anni Sessanta che inizia a scrivere, senza alcuna fortuna editoriale, pur se introdotta nell’effervescente ambiente letterario romano. Nel 1980 finisce in carcere per un furto, un’esperienza che la segnò profondamente. L’arte della gioia, il suo romanzo maggiore, esce in parte da Stampa Alternativa mentre è ancora viva, ma l’opera completa e i libri che non hanno mai visto la luce escono tutti postumi in una crescente fortuna editoriale internazionale.
Strane Coppie dedica una serata a queste due magnifiche donne, alla loro opera, che è come un mare ancora tutto da esplorare.

“Scrivo le mie parole in modo che siano perfette. Il tono, la forma e la consistenza delle parole devono essere il massimo della perfezione… narrativa e autobiografia non sono modalità così diverse fra loro; entrambe richiedono la grande abilità di forgiare, selezionare e comporre una serie di motivi e modelli che rappresentano, o danno l'illusione di rappresentare, la completezza. Non c'è superiorità di una forma rispetto all'altra; la superiorità o non superiorità dipende dalla passione e dall'immaginazione" (Janet Frame)

Gli ospiti
Valeria Vigano 150

VALERIA VIGANÒ è nata a Milano nel 1955 e risiede a Roma dal 1980. Ha scritto romanzi e raccolte di racconti: Il tennis nel bosco Theoria, Prove di vite separate Rizzoli, L’ora preferita della sera e Il piroscafo olandese entrambi per Feltrinelli, Siamo state a Kirkjubaejarklaustur Neripozza, La scomparsa dell’alfabeto, Nottetempo, L’ultimo blu a ovest, inedito. E’ presente in molte raccolte collettive, scrivendo narrativa e saggistica. Ha scritto spesso di calcio. Come giornalista ho cominciato con il domenicale de Il Manifesto e dal 1991 in poi su L’Unità: editoriali, recensioni letterarie, articoli di cultura e società, sport. Ha collaborato con La Repubblica e il domenicale del Sole24ore. Ha lavorato per anni a programmi culturali e scritto radiodrammi per i canali radiofonici Rai. Dal 1994 tiene corsi annuali di scrittura narrativa e ha fondato la Scuola di Scrittura Creativa-Valeria Viganò che ha sede presso Nottetempo editore. Ha tradotto letteratura per Theoria, Rizzoli, Sellerio, Instarlibri, Fazi, e filosofia per Sossella. E’ stata lettrice e consulente per diverse case editrici. Sul web è Chief-editor de La Rivista Intelligente e collabora a Linkiesta. In Tv ha collaborato con Sfide per RaiTre, per il teatro ho scritto per il Maggio Fiorentino e a Roma ha curato Lo specchio delle donne, monologhi scritti dalle più importanti scrittrici italiane. Ha ideato il convegno Femminismi a confronto, all’Istituto di Cultura Polacco a Roma e organizzato Dalle grandi madri alle grandi figlie, convegno sulla letteratura lesbica dal primo novecento a oggi, alla Casa delle Letterature a Roma.

 

anna toscano

ANNA TOSCANO vive a Venezia, poeta e fotografa, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre facoltà. Scrive per testate cartacee e on-line, tra cui “Il Sole24 Ore” e “Doppiozero”, ha curato iniziative culturali legate a letteratura e poesia.La sua più recente raccolta di poesie è Una telefonata di mattina, La Vita Felice 2016, preceduta da Doso la polvere, 2012, Only distance, 2011, All’ora dei pasti, 2007, e Controsole, 2004. Nel 2017 è uscito Billo cagnolo (Viva Comix) con i disegni di Fuvia Spizzo. Liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie (fra i tanti: Deaths in Venice, racconti della Laguna a cura di Laura Liberale, Voce di donna, voce di Goliarda Sapienza. Un racconto, La Vita Felice). Sua la curatela di cataloghi e libri di poesie fra cui la raccolta delle poesie di Goliarda Sapienza, Ancestrale (La Vita Felice). Ha ideato e condotto la trasmissione radiofonica Virgole di poesia, alla sua quarta edizione, per Radio Ca’ Foscari. Per la testata on-line “La Rivista Intelligente”, cura Venerdì in versi, appuntamento con la poesia. È stata editor per case editrici, lavorato con scuole di scrittura e come ufficio stampa. Come fotografa, sue fotografie sono apparse in numerose riviste, manifesti, copertine di libri, pubblicità, mostre personali e collettive. Varie le esperienze teatrali, tra le quali “Voce di donna, Voce di Goliarda Sapienza”. 

La conduzione
Antonella Cilento 150

ANTONELLA CILENTO (Napoli, 1970) scrittrice, ideatrice e organizzatrice da nove anni di STRANE COPPIE, è stata nel 2014 fra i cinque finalisti del Premio Strega con Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori), vincitore del Premio Boccaccio 2014. Il suo ultimo romanzo, uscito nel 2018, è Morfisa o l'acqua che dorme (Mondadori)Ha pubblicato nel 2015 Bestiario napoletano (Laterza) e La madonna dei mandarini (NNeditore) e, in precedenza, per Guanda Una lunga notte (Premio Fiesole, Premio Viadana), Neronapoletano, L’amore, quello vero, Isole senza mare, Asino chi legge, La paura della lince (Rogiosi) e, ancora, Il cielo capovolto (Avagliano), Non è il Paradiso (Sironi), Napoli sul mare luccica (Laterza), Nessun sogno finisce (Giannino Stoppani, Premio Giulitto). I suoi romanzi sono tradotti in Spagna, Francia, Germania, Lituania, Corea e Russia. Collabora attualmente  con “Il Mattino”, “L'Indice dei libri del mese”, “Grazia”. Ha fondato nel 1993 Lalineascritta Laboratori di Scrittura (www.lalineascritta.it), una delle scuole di scrittura più antiche d’Italia, che nel 2017 compie ventiquattro anni di attività, con sede stabile a Napoli e corsi e stages svolti in tutt’Italia, dal Trentino alla Sicilia e centinaia di corsi rivolti agli insegnanti e agli studenti. Dal 2015 Lalineascritta produce anche L’Archivio Narrato, progetto sostenuto da Fondazione Banco Napoli, dedicato alla scrittura del romanzo e del racconto storico presso l’Archivio Storico del Banco (stage di scrittura e drammaturgia e lezioni magistrali in web conference con grandi scrittori di romanzo storico italiani). Ha coordinato il progetto SudCreativo, stati generali della creatività del Sud (2000) ha realizzato convegni su Pier Vittorio Tondelli e Anna Maria Ortese (A.M.O. 2006), rassegne di autori contemporanei fra cui “Per chi suona la Campan(i)a?” e “Parolemerse” (Avellino). Ha realizzato presso il Teatro di San Carlo L’ORA FATALE, confronti fra opere, balletto e letteratura.  E’ responsabile del portale www.lalineascritta.it con il quale conduce programmi di formazione e laboratori on-line in web conference. Ha scritto numerosi testi per il teatro e ha collaborato con Mario Martone e Sandro Dionisio.

Le letture
nicoletta maragno 150

NICOLETTA MARAGNO diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, lavora al fianco di Giorgio Strehler per più di un decennio come attrice partecipando a numerosissimi spettacoli con la sua regia, fra cui Faust, Il Campiello, Madre Coraggio, Arlecchino Servitore di Due Padroni con il quale fa il giro del mondo. Lavora anche con Maurizio Scaparro, Giorgio Albertazzi, Egisto Marcucci, Valeria Moriconi, Carlo Giuffrè, Pino Micol, Roberto Citran, Giancarlo Previati. Al cinema lavora sia come attrice, diretta da Silvio Soldini (Cosa voglio di più, Giorni e Nuvole, Agata e la Tempesta e Le Acrobate) Carlo Mazzacurati (La sedia della felicità, La giusta distanza), Andrea Prandstraller (Non è mai colpa di nessuno), Alessandro Rossetto (Piccola Patria), sia come actor coach, compreso l'ultimo di C. Mazzacurati in cui è stata coach di Katia Ricciarelli. Ha recitato negli ultimi anni per il teatro Stabile del Veneto ed è reduce da una tournée nazionale promossa da Teatri Uniti a fianco di Licia Maglietta con due monologhi di Alan Bennett. È autrice di numerossimi lavori di drammaturgia su testi, che danno vita a spettacoli e reading/concerti. Nicoletta apre da sette anni insieme ad Antonia Arslan il Festival della Letteratura di Mantova con un appuntamento attesissimo sulla letteratura femminile. È regista di spettacoli fra cui “M’ama?” spettacolo sulla maternità (da una raccolta di racconti curata anche da Antonella Cilento). È in costante fase di ricerca grazie alla sua collaborazione con l’Università di Padova e il forum dell’Università di Padova sulle politiche di genere di cui fa parte. È stata tra le fondatrici della Compagnia Gruppodacapo, con la quale ha debuttato con La Buona Madre di Goldoni per la regia di Pagin candidato al Premio ETI 2007 nella categoria “Teatro d’Innovazione”.

Il cinema
Valerio Caprara

VALERIO CAPRARA è stato professore di Storia e critica del cinema presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” sino al 2011 e attualmente insegna presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Napoli “Suor OrsolaBenincasa”. Dal 1979 è critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino”. Studioso del cinema italiano moderno e contemporaneo e dei generi classici del cinema americano, è autore di libri e monografie (Sam Peckinpah, La Nuova Italia, 1975; Walerian Borowczyk, La Nuova Italia, 1980; Samuel Fuller, La Nuova Italia, 1984;; I film di Alfred Hitchcock (con Natalino Bruzzone), Gremese, 1982; Dino Risi – Maestro per caso, Gremese, 1993; Mordi e fuggi – La commedia secondo Dino Risi, Marsilio, 1993; Sicilia e altre storie – Giuseppe Tornatore, Edizioni Scientifiche Italiane, 1996; Steven Spielberg, Gremese, 1997; Spettabile pubblico – Carosello napoletano di Ettore Giannini, Alfredo Guida Editore, 1998, premio miglior libro di cinema all’Efebo d’oro di Agrigento 1999; Sentieri selvaggi – Cinema americano 1979 – 1999, 4 voll., Bulzoni, 2003; Il buono, il brutto, il cattivo – Storia delle storie del cinema italiano, Alfredo Guida Editore2006; Quando il neorealismo si trasforma in commedia. Il segno di Venere di Dino Risi, Lindau, 2007; Dizionario del cinema erotico, Mondadori Electa, 2007, premio miglior libro di cinema agli Incontri con l’autore di Assisi 2008) nonché d’innumerevoli saggi in volumi collettanei (Le Dive, Laterza, 1985; I Divi, Laterza, 1986; Napoletana – Images of a City, Fabbri/MOMA di New York, 1993; Clara Calamai – L’ossessione di essere diva, Marsilio, 1996; Italy and America 1943-44, Istituto Italiano per gli studi Filosofici/La città del sole, 1997; Vittorio Gassman, Marsilio, 1999; Lo sguardo eclettico – Il cinema di Mario Monicelli, Marsilio, 2001 ecc.). Ha redatto e redige voci di cataloghi, annuari ed enciclopedie (tra cui l’Enciclopedia del Cinema e il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani) ed è autore del film documentario Incontro con Dino Risi, 2001, prodotto per la serie Archivio della Memoria della Scuola Nazionale di Cinema-CSC. Ha scritto sulle principali riviste specializzate nazionali (da “Bianco e nero” a “Segnocinema”, “Filmcritica” e “La Rivista del Cinematografo”), ha vinto per la critica cinematografica il premio Meccoli ad Assisi nel 1997 e il Flaiano a Pescara nel 2009, è stato autore testi e conduttore in voce e in video di numerosi programmi RAI e dal 2007 è ospite fisso della trasmissione settimanale Cinematografo in onda su RaiUno. Direttore artistico degli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento dal 1983 al 2000, ha curato sezioni del Meeting Cinema e Storia di San Marino e del Giffoni Film Festival. Nel 1985 il Ministero della Cultura della Repubblica Francese l’ha insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Dal 2010 è Presidente della Fondazione Film Commission della Regione Campania e dal 2011 membro della commissione per la cinematografia presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


Artisti & curatori

Salvatore Accolla (1946, Floridia) è siracusano di Ortigia, dove ancora oggi vive. La sua è una famiglia di pescatori: il padre se ne va quando Salvatore è ancora un bambino lasciando sola la madre a prendersi cura dei figli. Salvatore frequenta la scuola solo fino alla quinta elementare, poi fa diversi mestieri, svolge umili mansioni nei ristoranti, lavori di fatica al porto. Dai sedici ai diciotto anni lavora come manovale nei cantieri edili, poi emigra in Germania e qui rimane fino ai vent’anni. Una delusione d’amore lo segna profondamente e determinerà il suo rientro in patria. La profonda malinconia che lo coglie porterà sua madre ad avallare il suo ricovero nell’ospedale psichiatrico di Siracusa, probabilmente nella speranza di poterlo aiutare. L’esperienza manicomiale per Salvatore, con diversi intervalli di libertà, dura circa vent’anni. Per fortuna Accolla dipinge. Un giovane psichiatra gli concede di coltivare la sua passione e apre per lui una sala di pittura, lasciando libero l’accesso a ogni ricoverato che dimostri lo stesso interesse. A dipingere Accolla inizia, da autodidatta, appena tornato dalla Germania, e non smetterà mai più. La sua scuola sono stati la vita vissuta, la strada e i musei visitati nel suo peregrinare in tutta Europa. Ancora oggi, dopo più di cinquant’anni, Salvatore Accola ogni giorno prende i pennelli in mano e realizza le opere che andrà poi a vendere sul corso principale di Ortigia.

“… Accolla inizialmente usa i colori a olio, che risultano però inadatti alle sue esigenze, in quanto ha bisogno che le tele asciughino veloci: quello che realizza di notte deve andare a venderlo al mattino sulla strada. Si converte così agli smalti da infissi, più facili e rapidi nell’asciugare. Al disegno del cavallo, motivo cardine della sua poetica, lo inizia un amico studente di Belle Arti disegnando per lui una testa equina. Proprio il cavallo diventa uno dei suoi primi motivi iconografici, un soggetto privilegiato, quasi una firma, di tutta la sua produzione. Accanto a questo soggetto se ne aggiungeranno altri, altrettanto ricorrenti, a costituire il suo vocabolario visivo. Una delusione affettiva lo porta a vivere la difficile esperienza del ricovero in ospedale psichiatrico, un’esperienza che lo segna ma non lo piega. Una volta dimesso, Accolla viaggia per tutta Europa, vive di espedienti e utilizza il poco denaro per visitare i musei. Tornato in Italia realizza le sue opere a ritmi vertiginosi e le vende per strada per poche lire. Sono opere di grande impatto visivo, fortemente marcate dal nero del disegno che l’artista traccia rapido e sicuro su basi bianche e che in seguito copre con smalti dai toni spesso “fumosi”, ottenendo così qualcosa di cromaticamente trasognato che si palesa al nostro sguardo come se l’immagine riaffiorasse da un’altra dimensione. Composizioni di frutta, Cristi lineari, essi stessi divenuti chiodi sulla croce, “ombre della sera”, uomini di atavica fame davanti a tazze vuote, paesaggi siciliani e architetture della Magna Grecia che si trovano a un passo dalla casa di Salvatore, uccelli, cani, case, scale, rocce, mare insieme a una piccolissima figura nera, quasi sempre fuori misura rispetto al resto, rappresentazione che lo stesso Accolla fa di sé, sono alcuni dei temi ricorrenti nella sua pittura. Accolla, profondo conoscitore della precarietà umana, un sostenitore sincero della povertà materiale come viatico per la libertà, disegna e scrive liriche in lingua siciliana, con una grafia curvilinea, quasi un alfabeto misterioso, un vero capolavoro per l’occhio pure quella, qualcosa di molto vicino alla poesia visiva.” (estratto dalla presentazione di Daniela Rosi, curatrice della mostra)

Daniela Rosi, docente all’Accademia di Belle Arti di Verona, dirige e cura LAO (Laboratorio pro artisti outsider), associazione che si occupa della ricerca, del sostegno e della promozione degli artisti che si trovano in una posizione di marginalità sociale: visionari, graffitari, babelici, malati mentali, homeless, carcerati e ogni altro irregolare. Il LAO promuove l’arte necessaria, quell’arte, “fuori sistema”, in passato nota come Art Brut e oggi, in senso più lato, conosciuta come Outsider Art. Il LAO, oltre che sostenere gli artisti e promuoverne l’opera, intende promuovere una cultura anti-stigma nel mondo dell’Arte e favorire il dibattito sul problema della classificazione dell’opera artistica. Il LAO sostiene gli atelier condotti da artisti nei luoghi di cura, offrendo opportunità di collaborazione in progetti nazionali e internazionali.
Il LAO organizza laboratori in sedi museali e istituzioni d’arte per gli artisti outsider, creando così un dialogo fra i diversi mondi dell’arte. Il LAO promuove mostre, conferenze, convegni, workshop ed eventi per far conoscere il ruolo degli artisti outsider nell’arte contemporanea.

Teresa Dell’Aversana (catalogo Lightwork, Paparo edizioni) vive e lavora vicino Napoli. E’ diplomata all’Accademia di Belle Arti. Sperimenta vari materiali: legno, marmo, plastica, resina e vetro. Ha esposto in mostre personali e collettive in Campania a Roma, Milano e Pordenone . A Napoli all’Istituto Cervantes, Sogno Barocco, video istallazione a cura di Josè Vicente Quirante Rives e Giuseppe Montesano. Napoli, Istituto Cervantes, video istallazione, Assediati, a cura di Giuseppe Montesano e Vincenzo Trione. Benevento, Magazzini arte contemporanea , Spazi minimi, a cura di Mimmo Parente. Pordenone, la Roggia, Oltreconfine, a cura di Giuseppe Montesano. Cordovado, Palazzo Cecchini, Rassegna internazionale d’arte contemporanea, a cura di Enzo Di Grazia. Pubblicazioni: Assediati a cura di Giuseppe Montesano e Vincenzo Trione ed. Pironti. Periferie, a cura di Stefania Scateni ed. Laterza. Rosso Napoletano di Giuseppe Montesano ed. Uthopia.

Iole Cilento (catalogo Lightwork, Paparo edizioni) (Napoli, 1975, www.iolecilento.it), si è formata all’Accademia di Belle Arti di Napoli e presso il Dipartimento di Arti Plastiche dell’Università di Parigi. Lavora come scenografa dal 1997 per videoclip, installazioni, eventi, manifestazioni di piazza e in particolar modo nell’ambito dello spettacolo per adulti e ragazzi collaborando, fra gli altri, con Libera Scena Ensemble, Le Nuvole, Teatro della Tosse, Teatro Stabile di Torino, Cantieri Teatrali Koreja, Teatro Potlach, Sosta Palmizi, Fondazioni Lirico-sinfoniche Teatro Regio di Torino e Petruzzelli di Bari. Dal 2002 affianca a questa attività quella di illustratrice (ultima pubblicazione: tavole per ‘Bestiario Napoletano’ di A. Cilento, Laterza 2015) e di conduttrice di corsi e stage curando laboratori di manualità e arte contemporanea con normodotati e diversabili presso scuole pubbliche e associazioni culturali in Piemonte e Campania. Nell’ambito dei progetti CEE per l’Alta Formazione di esperti in teatro sociale ha svolto docenze in materia di scenografia per l’Università di Lecce e Ancona. Ha tenuto a Napoli tre mostre personali a tema letterario ibridando pittura, scultura, light design e oggetti di recupero. Ha insegnato due anni nel Dipartimento di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, da quest’anno presso l’Accademia di belle Arti di Catanzaro e da più di 10 anni conduce la sezione di arti visive degli stage multidisciplinari de Lalineascritta.


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